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Calendula

Опубликовано: 23. Marzo 2020 в 15:05

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Calendula
Sono un remoto prato di montagna a 1500 m s.l.m. La gente dice che sono eccezionalmente colorato e degno di protezione. Siccome la gente non mi coltiva, mi crescono addosso una varietà di fiori ed erbe, tra cui la primula, l’arnica, la camomilla vera, il cumino da campo, il cumino, il comfrey e naturalmente la bella calendula officinalis – chiamata Calendula officinalis.
Calendula ha trovato la vita fiorita in mezzo a questa fauna e flora diversificata. Calendula ha trovato le cose che erano così vicine e sotto – beh, dopo tutto, è cresciuta fino a 50 cm di altezza, ronzando e saltellando nel suo vestito a foglie – estremamente interessante!
Con la sua alleata, la fragrante primula, si riunivano spesso in una danza rotonda. A parte i cervi, nessuno li guardava, avevano la loro pace.
Un giorno di giugno, uno di questi ponderosi bipedi, chiamato ‘Nonno lo Sfavorito’, è arrivato salendo il ripido pendio con la sua curiosa nipote ‘Nomi’. Volevano identificare fiori ed erbe, per determinare la specie esatta. A Calendula non è piaciuto affatto. Ha strizzato gli occhi ai bipedi, perché hanno calpestato molti dei loro simili. L’esperienza le ha fatto sospettare brutte cose, ma con suo grande stupore i bipedi hanno camminato con estrema attenzione e meticolosità, niente è stato strappato o tirato via!
Nonno ha spiegato a Nomi l’utilità di Primula elatior, l’alta primula. E’ così che ha chiamato la sua amica. C’è ancora la Primula veris, entrambe sono protette. Calendula è rimasta sorpresa nel sentire che le radici della sua amica aiutano le persone con la tosse e la debolezza – almeno così si diceva.
Lei, chiamata Calendula officinalis, di colore arancione intenso, ha la capacità di produrre sostanze amare nei suoi fiori come il carotene – flavonoidi, che contribuiscono alla guarigione delle ferite – se usati!
Sorpresa di aver saputo di avere sorelle in tutto il mondo: si vive nei campi, la Maritima anche in riva al mare, la Stellata, sì stella – no non nello spazio – ma in zone calde. Certo che ci sono altri posti, ma lei l’ha dimenticato. Poco prima dell’imbrunire, i due partono di nuovo sulla via del ritorno, carichi di innumerevoli materiali di identificazione e, soprattutto, di molti primi piani!
Il silenzio è tornato sul prato di montagna, che ora apparteneva di nuovo agli animali piuttosto notturni e soprattutto ai numerosi cervi.
elishewa 04.2020

Il primo Bistrò dei racconti è stato un completo successo

Опубликовано: 30. Ottobre 2018 в 15:04

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Il 25 ottobre 2018 si è tenuto a Berna il primo evento del Bistrò dei racconti. Circa 40 persone ci hanno raccontato cosa li ha aiutati a fare i conti con gli eventi della loro gioventù. L’evento è stato un grande successo. Il prossimo evento si terrà il 10 dicembre 2018 a Olten – con gruppi di lingua tedesca e francese.

I primi ospiti sono arrivati all’ « Heitere Fahne » a Wabern un’ora prima dell’inizio del Bistrò dei racconti. Una delle persone colpite ha tirato fuori spontaneamente il suo « Handörgeli » e ha interpretato di buon umore le persone presenti.

Dopo un saluto ufficiale di Urs Allemann, iniziatore del Bistrò dei racconti, i partecipanti hanno potuto scegliere il loro gruppo. In tre sale hanno poi parlato di tutto ciò che li ha aiutati a fare i conti con le terribili esperienze dell’infanzia e della giovinezza.

Il pranzo è stato servito insieme in un’atmosfera allegra e grata. E un uomo ha riassunto quello che molti hanno pensato : « Qui nel Bistrò dei racconti potremmo parlare. Noi che nessuno ascolta da così tanto tempo. »

La procedura sarà accellerata

Опубликовано: 4. Settembre 2018 в 9:15

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Le prime vittime di misure coercitive a scopo assistenziale hanno già ricevuto il versamento a titolo di riparazione. Numerose persone attendono però ancora l’esame della loro domanda per ricevere un contributo di solidarietà.
L’Ufficio federale della giustizia vuole ora assumere personale supplementare per trattare le domande restanti in modo più celere.

Qui potete ascoltare il contributo di HeuteMorgen su SRF (in lingua tedesca).

Inizio Bistrò dei racconti – Intervista con l’iniziatore e sostenitori

Опубликовано: 29. Maggio 2018 в 6:52

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Urs Allemann, in qualità di persona direttamente coinvolta è stato proprio lei a dare il via al progetto del Bistrò dei racconti. Da dove nasce l’idea?

L’ingiustizia è stata ora riconosciuta, le dovute scuse sono state fatte e il contributo di solidarietà istituito. Tuttavia, finora si è sempre parlato davvero poco del processo necessario ad alleviare il dolore e a mitigare i traumi psicologici degli ex bambini collocati coercitivamente in istituti o famiglie e delle altre persone colpite.
Avere la possibilità di incontrarsi e scambiare le proprie opinioni con altre vittime di allora può rappresentare l’inizio di questo processo. Ho avuto modo di vedere personalmente come, nel corso di questi incontri, improvvisamente molte persone siano state stimolate a compiere una riflessione su loro stesse, riuscendo così a liberarsi del peso della vergogna e del senso di colpa, a recuperare le proprie forze e la creatività e smarcarsi dal dolore. Il contesto sereno, caratterizzato da un clima ironico e allegro, ha offerto ad alcuni di loro la possibilità di mitigare un po’ le esperienze dolorose e di alleviare i pensieri opprimenti.
Lo scopo del Bistrò dei racconti è infatti quello di favorire una maggiore libertà interiore e un più ampio margine di autoregolazione, magari anche solo per un giorno.

 

Signora Schneider Schüttel, in qualità di consigliera nazionale il suo ruolo è quello di garantire il collegamento diretto con la politica. Perché, secondo lei, il progetto del Bistrò dei racconti è così importante?

Nella mia attività di politica e di presidente di un’associazione di persone toccate da misure coercitive ho avuto modo di incontrare molte vittime che vivono sulla loro pelle esperienze terribili e sconvolgenti causate dalle misure in questione. La proposta del Bistrò dei racconti si orienta in modo diretto alle singole vittime di allora e può offrire personalmente a ognuno di loro un piccolo supporto. Le persone colpite hanno spesso il bisogno di raccontare la storia della loro vita, di narrare quello che è successo o magari semplicemente di parlare con altre persone che condividono un passato simile al loro. Questi colloqui possono mitigare un po’ il loro dolore e risultare liberatori. E, proprio per questo, sono a favore dell’idea di offrire alle vittime di misure coercitive gli spazi necessari per organizzare incontri e opportunità di confronto, luoghi in cui scambiarsi opinioni, in cui dare spazio ai sentimenti, in cui provare rabbia e piangere insieme, ma anche ridere insieme e rallegrarsi per l’opportunità avuta di trascorrere una giornata positiva.

 

Guido Fluri, lei ha dato il via all’iniziativa per la riparazione ed è ora impegnato nel Bistrò dei racconti. Perché?

Per me l’impegno rivolto alle persone toccate da misure coercitive non si è affatto concluso con il successo dell’iniziativa. Ho supportato il gruppo delle vittime già prima di dare il via all’iniziativa per la riparazione ed ora è per me importante poter essere al loro fianco anche dopo la conclusione dell’iniziativa. Dal mio punto di vista il Bistrò dei racconti rappresenta la naturale continuazione di questo progetto: dopo la lotta condotta pubblicamente affinché fosse fatta giustizia è ora importante che le persone colpite dedichino del tempo a loro stesse e possano elaborare la loro storia insieme ad altre persone nell’ambito di un contesto protetto. C’è una cosa di cui sono fermamente convinto, ovvero che questi incontri debbano essere anche piacevoli. E, proprio per questo, vogliamo inaugurare il Bistrò dei racconti con una festa d’estate a Mümliswil, a cui sono caldamente invitate tutte le persone colpite dalle misure coercitive a scopo assistenziale.

 

Signora Praz, come storica lei ha un punto di vista soggettivo sulla storia. Secondo lei, quale importanza riveste il progetto di scambio d’opinioni Bistrò dei racconti?

Il progetto offre in primis alle persone direttamente coinvolte un luogo d’incontro e di discussione, il quale fornisce un importante contributo all’aiuto reciproco. In aggiunta potrà servire come punto di contatto con la società civile, le autorità, gli attuali responsabili della sfera sociale nonché i ricercatori che al momento lavorano sulle misure coercitive adottate a fini assistenziali. Una riflessione su tali questioni, infatti, non si conclude con il versamento di risarcimenti, bensì va portata avanti al fine di evitare che gli errori del passato si ripetano.